Vespa velutina, cos’è e come difendersi

La Vespa Velutina (o meglio calabrone asiatico) nonostante il nome quasi carino, è un’animale estremamente tenace e pericoloso per le nostre api.

Diffusione e riconoscimento

I primi avvistamenti in Europa, e più precisamente in Francia, di questo insetto originario dell’Asia sud-occidentale, risalgono al 2004, probabilmente è arrivata con qualche carico di merci dalla Cina.

In pochi anni questo calabrone è riuscito a diffondersi in tutta la Francia, Belgio, Spagna, Portogallo e Germania e da 4-5 anni è arrivato anche in Italia, in particolare nelle zone della Luguria al confine con la Francia.

La sua diffusione è estremamente rapida, in quanto può volare per molti chilometri e colonizzare quindi vaste aree in poco tempo. A questa grande mobilità si somma una spiccata capacità di adattamento ed una ferocia unica che la rende difficile da contrastare da parte delle nostre api europee, abituate al nostro calabrone (Vespa Cabro), leggermente più grande nelle dimensioni ma con tecniche di caccia differenti. Le due vespe differiscono anche leggermente nei colori, e questo ne rende immediato il riconoscimento ad un occhio esperto.

Velutina (a sinistra), Cabro (a destra)

Perché è pericolosa

Il modo di cacciare della Velutina è differente da quello della Cabro: in volo statico, spalle all’arnia, la Velutina aspetta il ritorno delle preda,una volta catturata, l’ape viene smembrata sul luogo per portare al nido solo le parti più proteiche (torace ed addome). Nei momenti di maggior pressione sugli alveari si contano anche 10 individui a caccia. L’estrema ferocia di questa vespa, che arriva a catturare un’ape ogni 10 secondi (6 api al minuto per tutto il giorno), porta rapidamente la famiglia al collasso: in poco tempo le bottinatrici vengono catturate tutte e crolla l’importazione di nettare e polline e la famiglia senza nutrimento si indebolisce fino a diventare direttamente saccheggiabile dagli esemplari di Velutina, che a questo punto entrano proprio nell’alveare per “concludere il lavoro”.

Chiaramente la Velutina è pericolosa anche per l’uomo, la sua puntura è infatti molto velenosa e in soggetti allergici può facilmente portare a reazioni gravi, fino allo shock anafilattico.

Cosa fare:

Il metodo migliore per controllare la popolazione di V. Velutina è intervenire nei momenti in cui si può intervenire sulle regine e questo avviene in due stagioni:

1- Primavera, sopratutto all’inizio, le regine che hanno svernato da sole, cercano nutrimento e luoghi in cui fondare la nuova colonia;

2- In autunno nascono gli individui sessuati ossia le nuove regine e i maschi.

Catturare le regine in questi due periodi, sopratutto nella primavera, consente di eliminare alla radice una colonia che di media, in alta stagione conta 6mila individui (sono state monitorate colonie ospitanti oltre 12mila calabroni)

Le trappole, lotta biologica

Ovviamente i posti migliori per posizionare le trappole è in prossimità degli apiari ma non vanno sottovalutate le prime zone rurali attorno agli agglomerati urbani, habitat prediletto dalla V. velutina.

Le trappole più efficaci sono fatte da bottiglie di plastica riempite da mezzo litro di birra chiara 4,7% alcool e un cucchiaio di zucchero.
Per tappare le bottiglie, la soluzione che ho sperimentato essere più efficace è l’uso di TRAP-TAP che sono economici, riutilizzabili (anche con miscele differenti per catturare altri insetti infestanti, io li uso anche per le mosche riempiendo le bottiglie con acqua, scarti di pesce, aceto e lievito di birra, molto efficace). L’esca va cambiata ogni 15/20gg, ma basterà sostituire la bottiglia con una nuova riempita con birra fresca.

Altrimenti si può procedere con l’auto-costruzione tagliando una bottiglia e rovesciando la parte superiore, come in foto. Ho però riscontrato una minore efficacia di questa trappola, oltre al fatto che con la pioggia si riempie d’acqua annullando l’effetto richiamo dell’esca.

 

Se invece avvisti un nido avvisa subito il progetto “STOP VELLUTINA” tramite l’apposito modulo.

N.B. Sebbene sia un insetto molto pericoloso, per l’uomo e per l’ambiente, non va creato allarmismo, non ci si improvvisa maldestri Velutine hunters perché può essere pericoloso, è un problema che va affrontato con rigore scientifico e responsabilità.

Al momento gli avvistamenti sono stati tutti tra la Liguria e il Piemonte e qualcuno, nell’ultimo anno, in Veneto.

Il mio consiglio è quindi: se abiti in quelle zone attivati per supportare questa lotta, altrimenti posiziona trappole di monitoraggio, avendo cura a controllare le prede catturate in modo da non segnalare le autoctone vespe Cabro.

Ecco tre foto fatte da me, due dell’anno scorso e una della prima trappola posizionata il 15/02/2017. Io le posiziono sopratutto per tenere controllata la popolazione di Cabro, ma controllo sempre cosa contengono, nel caso arrivasse la V. Velutina anche nelle Marche. Qundi se solitamente avete il giardino invaso dai calabroni, questo è un ottimo metodo per eliminarli in maniera naturale.

Nella seconda vedete un calabrone che sta per entrare nella bottiglia e nella seconda un particolare del tappo.

 

 

credits:

Stop Vellutina (utile anche per approfondire, dagli un occhio)

Arpat – consorzio apicoltori toscani

 

 


Giacomo

Apicoltore, co-ideatore del progetto BeeDifferent

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