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  • Proteggi, conosci, scopriamo le api – incontro a Mondavio (PU)

    Proteggi, conosci, scopriamo le api – incontro a Mondavio (PU)

    UPDATE:

    Ecco alcune foto della bellissima serata, grazie ancora a tutte le persone che sono venute ad ascoltarci e a interagire con noi e al “Gruppo Fuoritempo” per averci ospitato. (altro…)

  • Vespa velutina, cos’è e come difendersi

    Vespa velutina, cos’è e come difendersi

    La Vespa Velutina (o meglio calabrone asiatico) nonostante il nome quasi carino, è un’animale estremamente tenace e pericoloso per le nostre api. (altro…)

  • La api contro il freddo

    La api contro il freddo

    In questi giorni fa molto freddo, le temperature nelle nostre zone sono attorno allo 0°C, ecco come fanno le api ad affrontare freddi così intensi.

    Quando le temperature scendono sotto i +10°C le api smettono di fare i piccoli voli di bottinamento che si concedono anche d’inverno e si rinchiudono all’interno dell’arnia e vanno a formare il GLOMERE che è la risposta di millenni di evoluzione, che il macro-organismo alveare ha sviluppato per superare l’inverno.

    Andiamo con ordine e capiamo cos’è il glomere.

    Va tenuto conto che, come per tutto quello che fanno, anche nel dare una risposta al freddo, le api la danno collettivamente, unendo le risorse, le energie e dividendosi i compiti onerosi in modo da consentire il maggior successo di sopravvivenza all’intero alveare.

    Ancora una volta: la collaborazione vince.

    Tutto inizia a fine autunno quando la regina smette di deporre le uova per le operaie primaverili e inizia a deporre le uova per quelle invernali, dopo le quali si concederà un momento di pausa che si chiama: blocco di covata.

    Le api primaverili sono quelle che appunto vivono nella stagione calda, lavorano molto, bottinano e volano ogni giorno per tutto il giorno ma questo lavoro incessante le logora e le porta a vivere circa un mese, 40 giorni. Le api autunnali invece, complice la sedentarietà, ma anche un diverso scopo all’interno dell’organizzazione, vivono fino a 5-6 mesi, perché devono arrivare appunto alla primavera, traghettando la famiglia attraverso il rigido inverno.

    Dolce isolamento

    Un apicoltore accorto lascerà sempre abbondanti scorte di miele all’interno dell’alveare, sia perché quando il termometro scende sotto i +10°C, come abbiamo visto, le api non riescono ad uscire per bottinare e a quelle temperature il consumo di miele impenna, sia perché il telaio bello pieno di miele funge da parete isolante.

    Geometria euclidea

    Le api conoscono molto bene la geometria e sanno che la sfera è la figura tridimensionale che ottimizza il volume minimizzando la superficie. Cosa vuol dire? Significa che se le api si dispongono a sfera, l’une sulle altre, stanno tutte vicine e quelle che sono ai bordi sono il meno possibile. Ecco questo è il glomere. Ossia una ‘palla di api’ che si scambia il calore al fine di mantenere il centro a circa 21°C costanti.
    Questa palla si addensa, o si espande a seconda della temperatura esterna, più è caldo e più si espande, più è freddo e più si compattano. Il glomere è formato da da api che si danno il cambio all’esterno in modo da dividersi calore e freddo ed emettono calore vibrando i muscoli pettroali (per questo aumenta a dismisura il consumo di miele)

    Questo è uno sciame estivo, è su un ramo e non all’interno dell’arnia, la forma è più o meno quella del Glomere, è più a cuore, è fatto tutto di api e non ha in mezzo i telaini con i favi come invece accade nel glomere.

    Fonte: “Come le api si difendono dal freddo” di Gianni Savorelli

     

  • Proteggere le api

    Proteggere le api

    Attorno al volo delle api e al loro lavoro ruota uno dei cardini principali nel mantenimento della biodiversità e della conservazione del patrimonio naturale della Terra. (altro…)

  • 18 dicembre: inaugurazione della mostra

    18 dicembre: inaugurazione della mostra

    Perché sempre “non ora”? I fiori in primavera forse dicono “non ora”?
    (Norman Douglas)

    Era il dicembre 2015 e abbiamo studiato e messo in campo la prima campagna “beedifferent” che ha ci ha accompagnato per tutto il 2016. Domenica 18 dicembre, all’interno degli spazi dello Studio Lapsus, abbiamo inaugurato una mostra. Questa inaugurazione segna un momento di passaggio importante del progetto perché conclude la prima parte e da il via alla campagna “beedifferent 2.0”. (altro…)

  • The project

    The project

    The project allows young adults with disabilities to explore the complex world of bees. These vital insects are often perceived as dangerous, and their role in the ecosystem is neglected. In the same way, the potential of disabled people is underestimated and have their creativity normally undervalued. BEE Different aims to bring these two worlds together because we recognize diversity as an important value to be promoted.

    The project has two main objectives. The first one is to offer people with special needs the chance to explore the world of bees through visual arts. We promote a series of tailored workshops and public talks about bees and biodiversity as well as shows of artworks produced during the workshops. During the last year we created an educational apiary with five traditional hives and an observation hive. As a part of the project activities all hives have been painted, decorated and placed in the organic farm Agrighianda. The apiary is now permanent and it allows the development of new didactical projects. The apiary is daily maintained in order to allow people to observe the bees working and the drawings made by Lapsus.

  • Cosa abbiamo fatto: beedifferent 2015

    Cosa abbiamo fatto: beedifferent 2015

    BeeDifferent è un progetto multidisciplinare studiato per persone con disabilità fisiche o mentali o disagiate che unisce l’arte all’apicoltura in un processo di scoperta, conoscenza e rafforzamento reciproco.
    BeeDifferent è un progetto che intende mettere al centro dell’attenzione la diversità nell’uomo e nell’ambiente.
    Nel 2016 abbiamo lanciato una campagna di finanziamento condotta sulla piattaforma Indiegogo per finanziare l’intero progetto e nello specifico:
    -Acquisto Arnie, materiale didattico e colori per arnie;
    -Acquisto tute da apicoltore;
    -Acquisto Arnia di osservazione;
    -Acquisto famiglie;

    Realizzazione del progetto:
    La prima parte è stata di conoscenza del mondo delle api. Gli artisti diversamente abili si sono avvicinati per la prima volta a questo mondo, hanno conosciuto la vita delle api e ne hanno esplorato la casa, l’arnia, che poi avrebbero dovuto colorare.
    È stato importante capire che alle api piacciono i colori chiari, che ricordano quelli dei fiori, e che seguono le forme tonde e armoniose: così sono stati pensati anche i disegni sulle pareti delle arnie.

    Siamo andati nello Studio Lapsus:
    Qui abbiamo prima costruito le arnie, con chiodi e martello e poi, dopo vari bozzetti, abbiamo iniziato a disegnare e dipingere le arnie. Questi studi preliminari, insieme alle altre visioni dei ragazzi verranno esposti nella mostra di inaugurazione della nuova campagna BeeDifferent 2.0

    Lo studio in campo:
    Siamo quindi andati in campo, a Luglio, a studiare le api nel loro habitat naturale. Grazie alla campagna abbiamo infatti realizzato un piccolo apiario didattico con le arnie dipinte dai ragazzi e un’arnia d’osservazione. Quest’arnia è speciale perché dotata di pareti in vetro che consentono di vedere da vicino come lavorano le api. Ci siamo vestiti con le tute da apicoltore e avvicinati alle casette. Dopo i primi momenti di incertezza, la curiosità ha prevalso rendendo questa giornata tra le più importanti dell’intero progetto.

    Di ritorno dalla campagna, facciamo i regali:
    È ormai tempo di dedicarsi alla creazione dei regali da spedire a tutti quelli che ci hanno sostenuto e che speriamo, continuino a farlo. Senza il vostro supporto nulla di tutto questo sarebbe stato possibile. Non ci sarebbe stato nessun laboratorio con gli artisti dello Studio Lapsus, non ci sarebbe nessun apiario didattico che ad oggi conta 8 nuove arnie a difesa della (bio)diversità.

    Conclusione della prima esperienza e rilancio:
    A conclusione del primo anno di attività inaugureremo una mostra all’interno degli Spazi Lapsus con i bozzetti, le visioni artistiche, le arnie pronte e le t-shirt realizzate dai ragazzi diversamente abili.
    Durante questa mostra intendiamo lanciare il secondo progetto coinvolgendo le realtà locali che nello scorso anno ci sono state vicino e le nuove collaborazioni.